ratto di proserpina mito ovidio

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34v/AJ5rSU6ySlJKUkpSSkN5IruIcGkV/SIkDR2pGqSnhvt2T/5dYP8A7DD/AN5klK+3ZP8A5dYP Il tema dell’ingiusta condanna è infatti cardinale, come si vedrà più avanti, per comprendere come Goethe volgerà la storia mitologica della «regina delle tenebre» in un significativo modello etico. / Assegnami il destino dei tuoi dannati! 12 J.W. L’“epitaffio drammaturgico” fu perfezionato molti anni dopo, nel 1815 e, contemporaneamente, la figura di questa creatura della notte comparve con il nome di Persefone sulla carta nel Faust Zweyter Theil (nella scena intitolata Am untern Peneios – Lungo il Peneio inferiore), assumendo il ruolo di mediatrice tra la vita e la morte e definendo le condizioni in base alle quali Faust poteva rivedere Elena nell’Ade9. superata fateri . Cfr. E. Redslob, Goethes Monodrama “Proserpina” als Totenklage für seine Schwester, «Goethe-Jahrbuch», viii, 1943, pp. kpSSnJ+qf/iV6N/6b8X/AM81pKdZJSklKSUpJSG8bq7m7S+a42gwTIdpKSnhv2N/9D+T/wCxX/qJ Giove, a questo punto, raggiunto dalle suppliche di Cerere, ricorda che Dite è suo fratello e che la condizione che hanno posto le Parche è che Proserpina non abbia toccato cibo nel mondo delle tenebre; ma Proserpina, purtroppo, ha già mangiato alcuni chicchi di melagrana. 27 Ivi, pp. A Plutone non restò che obbedire. figlia? Schiller trasforma l’atto di Proserpina in una profanazione o in una contravvenzione alle leggi che dipende dalla convinzione di poter essere liberi ovunque, anche quando, in modo innocente, si segue il proprio piacere o desiderio pensando che ciò non presupponga alcuna conseguenza grave. 106-118. AD8A636sfVj6t5H1b6Tff0nBtttwcZ9lj8apznOdUwuc5xZJJKSnS/5p/VX/AMpun/8AsLT/AOk0 s9Fhn1qG2TuDPoh30fopKc//AJoZf+mw/wD2DZ/ekpX/ADQy/wDTYf8A7Bs/vSU69X1e6O2pjbcP Urban - W. Kudszus (a cura di), Psychoanalytische und psychopathologische Literaturinterpretation, Darmstadt, Wissenschaftliche Buchgesellschaft, 1981, pp. Proserpina si interroga sul nuovo suo nuovo stato: «Regina? Dopo che la madre ebbe chiesto a Giove di farla liberare, poté ritornare in superficie, a patto che trascorresse sei mesi all'anno ancora con Plutone. Però, prima di farla partire, fece mangiare alla sua amata dei chicchi di melograno». Dite incita i cavalli con ancor maggiore veemenza e si precipita con tutto il carro e con la sua preda nel cratere che si è dischiuso ai loro piedi (v, v. 424). 217-221). / Dove emigrata? Cultura / Arte / Storia dell'Arte / Ratto di Proserpina (scultura del Bernini). Il mito di Proserpina vuole quindi che l'arrivo della Primavera sia sancìto dall'arrivo di Proserpina sulla terra, che porta con sé il soffio creatore dell'abbondanza e che il suo ritorno nell'Ade, sei mesi dopo, coincida con l'arrivo dell'autunno e dell'inverno, per tornare e rinascere nuovamente, insieme alla vegetazione, la primavera successiva. Dv3UlOt+x/qZ4Yv/AG9/6kSU6w6l0xoDRl0ADQfpG/8AkklNhljLWCytwex2oc0yD8CElMklKSUp 24Proserpina è un’opera che, pur nella sua brevità, gode di uno straordinario dinamismo interno e può sollecitare una lettura multiprospettica, perché, come è stato osservato «il ricorso al mito da parte di Goethe nel caso di Proserpina è senza dubbio legato a una rivisitazione del mitologema in chiave antropologica e gnoseologica, oltre che puramente artistica ed estetica»18. 45-58 cit., p. 46. Merci, nous transmettrons rapidement votre demande à votre bibliothèque. Proteggeva il lavoro dei campi, faceva maturare i frutti e biondeggiare il grano, ricopriva la terra di fiori e di erbe. 1063-1065 (con testo a fronte). 2010-03-24T10:54+01:00 Jeffrey M. Packer definisce questa poesia un Lehrgedicht, che mira a «una soluzione di forze in conflitto tra loro grazie ad un ideale che ha funzione mediatrice»29. klKSUpJSklKSUpJSklOT9U//ABK9G/8ATfi/+ea0lOskpSSlJKUkpDedtdzi4tisnc3kQHahJTwX nV0ghpeQXaknWAPFJTZSUpJTk/VP/wASvRv/AE34v/nmtJTrJKUkpx/rX1TL6P0W3Pwtvqscwe8S Dal racconto del celebre poeta Claudiano, Plutone, re degli inferi, deciso a visitare la terra, emerse nei pressi di Enna, sui Monti Erei nel centro della Sicilia, e scorse Proserpina, figlia della dea Cerere, tra le tante fanciulle intente a cogliere fiori sulle rive del lago di Pergusa. La sensualità di Proserpina, che lamenta nei confronti di Eros l’intervento disonesto in un mondo che non dovrebbe essere di sua pertinenza, giacché egli controlla già cielo e terra (vv. Infatuatosi della dea, mentre questa è intenta a raccogliere fiori in un campo presso il lago di Pergusa (Enna), Plutone la rapisce portandola con sé nei recessi più cupi della terra. 0/SmuZ0+lrm2sIBluQ7fYNT9J3dJTbSUpJTk/VP/AMSvRv8A034v/nmtJTrJKUkpSSlJKef+stDb OpenEdition est un portail de ressources électroniques en sciences humaines et sociales. L'uomo che non legge mai ne vive una sola." +wtP/pNJSv8Amn9Vf/Kbp/8A7C0/+k0lK/5p/VX/AMpun/8AsLT/AOk0lK/5p/VX/wApun/+wtP/ Quella terra viene funestata dalla sua vendetta con l’uccisione dei contadini e del bestiame e con la carestia. La Küster spiega che «in relazione all’impostazione di un testo melodrammatico bisogna distinguere se esso sia stato concepito fin da principio come libretto per un’elaborazione melodrammatica o se solo in seguito sia stata realizzata una versione musicata di un testo poetico, originariamente autonomo. Il vuoto argomentare sulle tendenze cui si indirizzava il gusto del tempo doveva suscitare nel pubblico una reazione di autocritica, nel momento stesso in cui l’azione scenica, dominata da una languida acedia, produceva ad un tempo ilarità e sconcerto. Il miglior #Beerfestiva, Enjoying sunrises. 17I maggiori interrogativi che concernono l’ideazione di questo lamento funebre sorgono dal contrasto stridente che il tono del monodramma produce in relazione alla sua collocazione come opera in versi alla fine del iv atto della farsa intitolata Triumph der Empfindsamkeit, considerando che il testo in prosa era già stato pubblicato in edizione separata nel gennaio del 1778 e poi nel febbraio del 1778 nel «Teutscher Merkur» di Wieland. mw/8A/8AUySlf+N1/wCbD/wD/wBTJKdb6vfVj9g3XW/aftHrNDY9PZEGf33JKd1JSklKSUpJSklK Cerere cercò disperatamente la figlia in giro per il mondo ed intanto, per il dolore e la disperazione,  lasciò appassire i fiori e smise di seminare sicché, il frumento ed i frutti , smisero di crescere. La poesia è stata composta a partire dal 1818, ma non se ne conosce la datazione precisa: «Madre forse? HRennaDLRocNloHt/wBEdGfJJTieqP8ARt/9xVX96SleqP8ARt/9xVX96SleqP8ARt/9xVX96Sle Buck si spinge oltre e parla di weibliche Selbstbestimmung (autodeterminazione femminile). Zn/bjP8A0kkpX/Mbpv8A3KzP+3Gf+kklK/5jdN/7lZn/AG4z/wBJJKV/zG6b/wBysz/txn/pJJSv Eloquente, in questo senso, è la duplicità dell’unico tableau vivant cui partecipi Ottilie, che anzi viene costretta a svolgervi il ruolo principale. Il ratto di Proserpina è un mito tra i più celebri della tradizione pagana siciliana, ritratto pertanto in diverse e pregevoli opere d'arte come il gruppo scultoreo del Bernini.. Il ratto si realizzò sul lago di Pergusa, nelle vicinanze di Enna.Secondo Proclo (Epitome Oraculorum, riportata da Marafiotus) e Strabone (lib. im Auftrage der Großherzogin Sophie von Sachsen, Weimar, Böhlau, 1887-1914, reprint München, DTV, 1987 (Weimarer Ausgabe), xl, pp. 19 Sicuramente con l’eccezione di Anselm Weyer, che sottolinea come l’Orco contemplasse tre regioni, tra cui il Tartaro delle anime destinate a scontare per le colpe terrene una pena eterna e l’Elisio, in cui le anime beate possono aggirarsi tranquille, e anche di Giovanni Sampaolo, come si vedrà più avanti; cfr. 30-37. Plutone! Goethe, Dramen 1776-1790 cit., p.106. XXXIX (1967), n. 3-4, pp. Per la dichiarazione di Goethe sull’“azione empia”, cfr. Secondo Proclo (Epitome Oraculorum, riportata da Marafiotus) e Strabone (lib. Subito dopo, si rivolge completamente al problema della musica, che a suo avviso non deve essere solo accompagnamento di fondo, ma risultare invece perfettamente integrata nell’intreccio di azione pantomimica (der mimisch-tanzartige Theil) e poetico-retorica (der poetisch-rhetorische Theil). Studies on some trends of theatrical fashion 1770-1815, Stockholm, Almqvist &Wiksel, 1967 e E. Agazzi, Monodrammi, Attitudes e Tableaux vivants. La dea Demetra era particolarmente amata dagli uomini. 43-44). K.G. I dialoghi hanno il sapore di nonsense, mentre la danza pantomimica e il monodramma sono oggetto del discorso dei personaggi, che in questo suggeriscono un approccio sarcastico dell’autore rispetto al gusto estetico diffuso nelle corti tedesche. 75-104 (ed. Nella seconda strofa si fa appunto l’esempio di Proserpina, qui chiamata «figlia di Cerere»: Se volete uguagliare gli dei già sulla terra, / essere liberi nel regno della morte, / non spezzate il frutto del suo giardino./Dell’apparenza può pascersi lo sguardo, / di ciò che sono le mutevoli gioie della delizia / si vendica lesto il dissolversi del desiderio./Persino lo Stige, che per nove volte s’attorciglia, / non impedisce il ritorno della figlia di Cerere, / la mela ella afferra, e per sempre la vincola / il dovere preteso dall’Orco30. . La verità le fu raccontata da Elios, il dio Sole, che illumina la terra e con la sua luce discopre ogni trama oscura. In occasione dello scorporo successivo del melologo dalla farsa, venne ovviamente rimossa anche la didascalia di scena che Goethe aveva aggiunto dopo il coro delle Parche, riferendosi all’approssimarsi del re Andrason (nel ruolo di Plutone) a Mandanane, quando costei si indirizza a lui definendolo «abominio e marito». Il Paradiso: riassunto dei canti dal XX al XXXIII, Biennio Rosso italiano (1919-1920): riassunto. ADn/APkklOjjY1GHQzGxmCuqsQ1okxJnukpKkpSSnJ+qf/iV6N/6b8X/AM81pKdZJSklKSUpJSHI Nel 1800, pubblicandola nel i volume dei Gedichte, Schiller volle attribuire alla poesia il titolo Das Reich der Formen per fugare l’impressione che i versi fossero destinati principalmente al tema della morte. AMkkpX2Nn/lP/wDDRn/kklK+xs/8p/8A4aM/8kkpX2Nn/lP/APDRn/kklK+xs/8AKf8A+GjP/JJK kkp6FJSklKSUpJSklKSU5P1T/wDEr0b/ANN+L/55rSU6ySlJKUkpSSkN5213Hdsiud0TGjtYSU8N K+3ZP/l1g/8AsMP/AHmSUr7dk/8Al1g/+ww/95klK+3ZP/l1g/8AsMP/AHmSUr7dk/8Al1g/+ww/ 28Veniamo, dunque, a quanto scrive Goethe, che dopo i sei punti elencati sembra seguire i contorni di una composizione precostituita, cogliendone i dettagli: Il mondo delle ombre era dunque [così] concepito e organizzato: al centro di una cavità appena illuminata da una luce flebile che accoglieva le tre Parche, distinte da età diverse e diverso abbigliamento a seconda della loro occupazione, la più giovane intenta a filare, quella di mezza età a svolgere il filo e la più anziana armata di forbici. Salì quindi sul suo carro nero, lanciò i cavalli al galoppo frustandoli con furia al punto che tutta la Sicilia tremò per quella galoppata e, con le redini fra i denti, si sporse dal carro ed afferrò  Proserpina per i capelli. Goethe e la nuova edizione della Proserpina, http://books.openedition.org/aaccademia/docannexe/image/2203/img-1.jpg, Suggérer l'acquisition à votre bibliothèque, Collana di studi del Centro Interdipartimentale di Scienze Religiose - Università di Torino, Centro Altreitalie sulle Migrazioni Italiane, BHM. 3Proserpina compare nel v e nel x libro delle Metamorfosi di Ovidio4 (oltre che nel vi libro dei suoi Fasti). All'inizio dei tempi, sulla terra splendeva sempre il sole e faceva sempre caldo. pJSklKSUpJSklKSUpJSklKSUpJSklNTqfTq+qY32a222locH7qHBrtJ0kh2mqSnJd9S8FzS12bnF Ispiratosi, per la realizzazione del gruppo scultoreo, alla pittura contemporanea di Annibale Carracci e di Rubens, il Bernini pensa e realizza il “Ratto di Proserpina” per una ricezione pittorica da parte dell’osservatore, cioè per essere percepita e ammirata da un unico punto di vista, quello frontale. AKTSUr/mn9Vf/Kbp/wD7C0/+k0lK/wCaf1V/8pun/wDsLT/6TSUr/mn9Vf8Aym6f/wCwtP8A6TSU / Come ti odio, / abominio e marito, / oh, Plutone! +1LP/ngq/wDYV/8A6RSUr9qWf/PBV/7Cv/8ASKSlftSz/wCeCr/2Ff8A+kUlK/aln/zwVf8AsK// 15Data la struttura del monodramma, non sembrerebbe che la Proserpina sia nata come un testo progettato per la scena, ma come un’opera declamatoria o un “monologo del lamento”; inoltre, il testo in prosa non pare doversi giovare necessariamente di un accompagnamento musicale10. Ciò che fa supporre l’osservazione di un particolare manufatto o di una scena dipinta è anche l’uso dell’imperfetto, che può certamente alludere più banalmente a una “convenzione” della figurazione dell’Oltretomba, ma induce anche a credere che, posta una localizzazione così chiara e puntuale delle figure, Goethe le avesse viste materialmente. 9f8A9sH/AMkkpf8AbV3/AJfX/wDsOf8AySSlftq7/wAvr/8A2HP/AJJJSv21d/5fX/8AsOf/ACSS Sicuramente, come osserva Sampaolo, e anche Buck, insistendo però questi sul mantenimento di un carattere antagonistico di Proserpina, rispetto a Plutone, nel nuovo ruolo di regina che dispone di un potere prima sconosciuto, Goethe voleva superare la tragicità senza salvezza del monologo scritto in gioventù; tuttavia la figura della divinità non si solleva neppure in questo modo dalla parziale colpevolezza che la legava al precedente ruolo di Kore. Il “Ratto di Proserpina” eseguito tra il 1621 e il 1622 dal giovanissimo artista (al tempo il Bernini ha 23 anni), rappresenta per l’appunto il famoso mito del Ratto di Proserpina, tratto dalle Metamorfosi di Publio Ovidio Nasone. aP70lKh3h/8ADWj+9JSod4f/AA1o/vSUqHeH/wANaP70lKh3h/8ADWj+9JT2/Qv+Scf+qf8ACtv/ Jahrhundert, Frankfurt am Main, Lang, 1994. Imperversate nell’ira, Furie! Nella Proserpina goethiana la ricezione del mito e il simbolismo poetico si intrecciano allo scopo di sottolineare il fattore evenemenziale. E così come i vizi e gli atti scellerati rimangono attaccati all’individuo e lo trascinano in basso, mentre al contrario tutto ciò che è buono e virtuoso ci conduce verso l’universale, non si erano rappresentati qui particolari soggetti direttamente menzionabili, ma si era rappresentata solo, in generale, la delizia21. 4 Per l’opera di Ovidio si fa riferimento all’edizione Ovidio, Le Metamorfosi, introd. 948-952. Il gruppo scultoreo, trasportato pertanto a Villa Ludovisi e sistemato in una sala al pianterreno attigua al giardino, è stato acquistato dallo Stato italiano nel 1908 e riportato a Villa Borghese, residenza naturale per la quale l’opera è stata concepita. 1 B. Hederich, Gründliches mythologisches Lexikon, Leipzig, Gleditsch, 1770 (rist., Darmstadt, Wissenschaftliche Buchgesellschaft, 1996). 29Dopo quanto si è detto, resta da indagare il rapporto tra l’apparente ingiustizia della pena inflitta a Proserpina e la potenziale corresponsabilità di questo personaggio in quanto le è accaduto. geSkpyfsmT/3E6x/7EhJSvsmT/3E6x/7EhJSvsmT/wBxOsf+xISUr7Jk/wDcTrH/ALEhJSvsmT/3 Packer, «Zwischen Sinnenglück und Seelenfrieden»: Chiasmus and Symmetry in Schiller’s “Das Ideal und das Leben”, «Colloquia germanica», vol. / Io regina / e non posso distruggervi! nipote? 26Ciò che fa supporre che Goethe avesse davanti agli occhi una precisa rappresentazione pittorica del mondo sotterraneo, è la descrizione molto dettagliata dell’Ade che dà nelle indicazioni di scena della Proserpina, disponendo idealmente le figure che lo popolano in spazi preposti alla loro funzione simbolica e indicando anche la presenza di anime beate, di cui si fa effettivamente menzione ai vv. Somma regina!» (v. 271), recitato dal coro delle Parche. 23Si è visto dunque come Goethe abbia evocato la pittura, la scultura, la musica, l’architettura e l’arte recitativa sia in relazione al movimento del corpo, sia in relazione alla parola, per concentrare tutto in ciò che lui chiama “una tragedia di breve respiro” (eine kurzgefaßte Tragödie). /wDKbp//ALC0/wDpNJSv+af1V/8AKbp//sLT/wCk0lK+qf8A4lejf+m/F/8APNaSnWSUpJSklKSU tj/0skps4WS7Puqoo6z1AG5/psc5gDd0TE+qUlPU9K6Zl9PdYcnPtzQ8ANFv5sTx7jzKSnRSUpJS tra l’altro C. Jamme, “Alter Tage fabelhaft Gebild”. AM3d9H+b/P8Ao8O+l5JKeG22dmdC8/fX/wClElK22/udC/z6/wD0okpW239zoX+fX/6USUrbb+50 Il ratto di Proserpina è un mito tra i più celebri della tradizione pagana siciliana, ritratto pertanto in diverse e pregevoli opere d'arte come il gruppo scultoreo del Bernini.. Il ratto si realizzò sul lago di Pergusa, nelle vicinanze di Enna.Secondo Proclo (Epitome Oraculorum, riportata da Marafiotus) e Strabone (lib. Proserpina. endstream endobj 372 0 obj <>/Encoding<>>>>> endobj 248 0 obj <> endobj 261 0 obj <> endobj 262 0 obj <> endobj 263 0 obj <> endobj 109 0 obj <>/Font<>/ProcSet[/PDF/Text]/ExtGState<>>>/Type/Page>> endobj 111 0 obj <>/Font<>/ProcSet[/PDF/Text]/ExtGState<>>>/Type/Page>> endobj 113 0 obj <>/Font<>/ProcSet[/PDF/Text]/ExtGState<>>>/Type/Page>> endobj 114 0 obj <>stream Il ratto si realizzò sul lago di Pergusa, nelle vicinanze di Enna. È la pr, @brianzabeerfestival #BBF 13 J.W. AAIRAQMRAf/EAUIAAAEFAQEBAQEBAAAAAAAAAAMAAQIEBQYHCAkKCwEAAQUBAQEBAQEAAAAAAAAA ANIpKV+1LP8A54Kv/YV//pFJSv2pZ/8APBV/7Cv/APSKSlftSz/54Kv/AGFf/wCkUlK/aln/AM8F 63-68; per la versione in versi, inserita nel Triumph der Empfindsamkeit, ivi, pp. LDvI3RtcHcSPBMyQ4o0z8rn9jIJ1byTv8WWU4Q7qYIgDWonQaD/CKH7ua3dAfFcYN+3r/Lweg699 Melodram von Goethe cit., p. 113. Plutone gliene porse una dozzina e , quando arrivò Mercurio, Proserpina purtroppo ne aveva già assaggiati sei. 16L’anima, secondo i criteri adottati da Rousseau per il monodramma mitologico sulla scorta del suo Pygmalion (1770) doveva potersi esprimere a tutto tondo, facendo a meno degli apparati drammaturgici convenzionali. 6La scena si apre con esclamazioni della fanciulla, che lamenta la propria infelicità parlando di sé in terza persona. 18 sull’Oltretomba, pp. Zeus, tuttavia, mosso a compassione, fece sì che Proserpina potesse trascorrere sei mesi ogni anno insieme alla madre (sarebbero l'estate e la primavera), e che i sei mesi restanti vivesse insieme a Plutone (ovvero autunno e inverno): è proprio al mito di Proserpina e all'ira di Cerere, infatti, che si fa risalire l'alternanza delle stagioni. Giove,  vedendo la fame sterminare intere popolazioni, mandò  i suoi messaggeri ad ammansire l'indignata Cerere, la quale, irremovibile nel suo dolore, rispondeva che sarebbe tornata alle cure della terra solo se Proserpina fosse tornata . 98-106. SU8//wAxum/9ysz/ALcZ/wCkklK/5jdN/wC5WZ/24z/0kkpX/Mbpv/crM/7cZ/6SSUr/AJjdN/7l atria conplentur, nec coniugialia festa. Eh sì. In questo clima drammatico è centrale la scelta di Goethe di creare un’ambientazione in cui edifici, fortezze, acquedotti sono ridotti in stato di rovine, così che la natura è ritornata ad appropriarsi dei suoi spazi, ricoprendo tutto di verde. 273-279. 193-235. He8NAe4VtEmNTCSmX/N/on/cGj/tsf3JKV/zf6J/3Bo/7bH9ySmh9ZqKKsLGpYG111uLWN+zDIAA Ala sco, #ENNIOMORRICONE 271v/ua7/wBgnf8AkUlK/bvW/wDua7/2Cd/5FJSv251vvmu/9gnf+RSUr9u9b/7mu/8AYJ3/AJFJ La mancanza di un’azione esterna – le informazioni in materia mitologica erano affidate alle nozioni degli spettatori anche per esigenze di brevità dell’opera – concentrava l’attenzione su una singola persona e sulla sua caratterizzazione dal punto di vista emozionale. w9N14/NGlKSFtJXE1OT0pbXF1eX1VmZ2hpamtsbW5vYnN0dXZ3eHl6e3x9fn9//aAAwDAQACEQMR 11 Una delle interpretazioni più orientate a discutere il tema delle arti «sorelle» (poesia, musica, pittura, scultura) in relazione alla Proserpina è quella di Christoph Jamme: C. Jamme, Proserpina in: Goethe e i miti greci, a cura di M. Cometa, «Nuove Effemeridi», xiii (2000/iv), n. 52, pp. Una lettura neuro cognitiva di due figure del mito classico nell’opera di Goethe, «Studi Germanici», 1, 2012, pp. Dopo nove giorni e nove notti vissuti senza sonno e senza cibo alla ricerca della figlia scomparsa,  il decimo giorno Cerere si sedette stanca e disperata lungo la riva di un fiume  fino a che scorse , accanto a lei, una piccola cintura di fiori. Il titolo originale dell’opera è molto esteso e fa riferimento all’intreccio di mito (fabelhafte Geschichte) e storia (eigentliche Geschichte) degli antichi popoli – romano, greco e egizio –, con l’aggiunta di descrizioni dei soggetti mitologici, tanto da un punto di vista fisico che morale, a uso di discenti e di studiosi delle arti e delle scienze naturali. 7Zo/8uuo/wDbY/8ASySlftmj/wAuuo/9tj/0skpX7Zo/8uuo/wDbY/8ASySlftmj/wAuuo/9tj/0 +Y3Tf+5WZ/24z/0kkpX/ADG6b/3KzP8Atxn/AKSSUr/mN03/ALlZn/bjP/SSSnY6Z02npWKMSh9l Creative Commons - Attribution - Pas d’Utilisation Commerciale - Pas de Modification 3.0 non transposé - CC BY-NC-ND 3.0. Il mito è uno dei più famosi e dettagliatamente raccontati dai poeti greci, a ... Divinità romana, corrispondente alla greca Persefone (v.), della qual parola, anzi, il nome di PROSERPINA non è che una derivazione e un adattamento fonetico; benché gli antichi (cfr. La Musa apre il suo racconto con il rapimento di Proserpina, figlia di Cerere, ad opera del sovrano degli inferi. Se, peraltro, l’occasione della stesura del testo goethiano è stata quasi certamente “luttuosa”, il suo iniziale inserimento nella farsa del Trionfo segnala che il trait d’union tra la vicenda della sfortunata fanciulla e il resto d’opera doveva essere la malsana abitudine a sognare ad occhi aperti un mondo degno di un Eden, in modo tale da indurre chi ne era preda a scivolare facilmente nell’errore di scambiare l’artificio mentale con la realtà. in Id., Schicksal und Dichtung: Goethe-Aufsätze, Berlin, De Gruyter, 1985, pp. Secondo Proclo (Epitome Oraculorum, riportata da Marafiotus) e Strabone (lib. m6f/AOwtP/pNJSv+af1V/wDKbp//ALC0/wDpNJSv+af1V/8AKbp//sLT/wCk0lK/5p/VX/ym6f8A Quando giunsero al fiume Acheronte, che divide il regno dei vivi dal regno dei morti, Proserpina gridò  al punto che anche il fiume s'impietosì, e cercò di far cadere Plutone afferrandolo per le gambe. Goethe, Proserpina. P/vWkpX7Lu/8psP/ANjD/wC9aSlfsu7/AMpsP/2MP/vWkpX7Lu/8psP/ANjD/wC9aSlfsu7/AMps AQACAwQFBgcICQoLEAABBAEDAgQCBQcGCAUDDDMBAAIRAwQhEjEFQVFhEyJxgTIGFJGhsUIjJBVS 42-44), è presto verificabile nelle parole con cui si rivolge alle creature dell’Elisio che, come osserva brillantemente Weyer, oscillano tra una «felicità priva di speranza» e «un’infelicità senza desideri»: non a caso Proserpina ammette che il tranquillo stato dei beati non è il suo (v. 80), mentre si sente partecipe, anche se riconosce la propria incapacità di modificare il corso degli eventi, delle pene di Tantalo e di Issione, nonché delle Danaidi, il cui inutile tentativo di riempire dei vasi forati alla base assomiglia fin troppo alla vacuità della sua esistenza terrena. Se da un lato, infatti, Persefone è l’altra faccia di Demetra, sorella e figlia dello stesso Zeus, lei stessa, in una storia orfica avrebbe generato con quest’ultimo Dioniso, di cui è dunque sorella. 161-175 (trad. Oggi è a lei intitolata l'Università Kore di Enna, città alla quale Proserpina era profondamente legata, e a Proserpina erano dedicate le Cotittie, antiche feste erotiche nate in Tracia e poi diffusesi nel resto della Grecia. 25Prima però di giungere al motivo della colpa e della pena di Proserpina, è opportuno considerare l’ipotesi di un’ulteriore esperienza culturale fatta da Goethe a monte della stesura del monodramma, avendo già contemplato precedentemente la sua lettura delle Metamorfosi e dei Fasti di Ovidio e la consultazione di altre fonti scritte, per le quali è opportuno rimandare a studi specifici. Ancora una volta, grazie all’operato del Bernini, la potenza evocativa e rappresentativa della scultura viene fuori in tutta la sua straordinaria magnificenza lasciando che dove non arrivi la parola, giunga il potente silenzio della scultura. La sua chioma, fluente e scomposta, lascia ampio spazio all’espressività del viso segnato superbamente da una lacrima; il panneggio, fluido anch’esso, lascia scoperto il corpo perfetto di Proserpina, mettendo al contempo in evidenza la torsione del corpo stesso e il pathos dell’attimo rappresentato. 21Se Goethe si sofferma in un primo momento solo per inciso sulla recitazione e sulla declamazione, nonché sul movimento del corpo, per tornare a parlarne più avanti, dà invece subito rilievo all’abbigliamento. 27-42 cit., p. 32 sgg. Un giorno Plutone scorse Proserpina mentre raccoglieva fiori nel verde della sua amata Silicia. Essays in Honour of Ronald Peacock, New York et al, Lang,. Dumque ea Cephenum medio Danaeius heros. v2NR/wCUvUf+3B/6RSUr9jUf+UvUf+3B/wCkUlK/Y1H/AJS9R/7cH/pFJSv2NR/5S9R/7cH/AKRS XOMCTABJ4CSnd+tDXNowGkEODHgg5deMQQK+9kb/AJfxSU8/DvD/AOGtH96SlQ7w/wDhrR/ekpUO perduta? Goethe, Kore. Ogni tanto Plutone saliva in superficie per spiare la vita sulla terra, ma la luce del sole gli faceva male agli occhi ed inoltre, vedere tanta bellezza e tanto splendore, lo rendeva ancora più triste.

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